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dc.contributor.authorVidesott P
dc.date.accessioned2019-05-31T14:35:48Z
dc.date.available2019-05-31T14:35:48Z
dc.date.issued2019
dc.identifier.issn0035-8126
dc.identifier.urihttp://dx.doi.org/10.3196/003581219825678104
dc.identifier.urihttps://www.ingentaconnect.com/contentone/klos/rofo/2019/00000131/00000001/art00001
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10863/10018
dc.description.abstractTra i pochi testi ladini anteriori al Novecento conservati, il cosiddetto »Proclama del 1703« (come viene comunemente citato) è noto da oltre un secolo ed è stato edito varie volte. Ciononostante, queste edizioni presentano varie criticità, dovute soprattutto al fatto che anche le più recenti sono state effettuate non a partire dal manoscritto stesso, ma da una sua fotografia di mediocre qualità pubblicata negli anni 1940. In questo articolo viene fornita una nuova edizione critica, collazionata sulla versione conservata del testo, e proposta un'interpretazione di due passaggi che finora erano rimasti oscuri.en_US
dc.languageGerman
dc.language.isodeen_US
dc.relation
dc.rights
dc.titleNeues von einem alten ladinischen Text: Das "Proclama" von 1704-1740 neu ediert und kommentierten_US
dc.typeArticleen_US
dc.date.updated2019-03-07T03:05:40Z
dc.language.isiDE-DE
dc.journal.titleRomanische Forschungen
dc.description.fulltextnoneen_US


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