Abstract
Le normative come AGMA 2001-D04 [1] o ISO 6336 [2] per il calcolo delle capacità di carico dei riduttori propongono metodi intenzionalmente conservativi, così da garantirne la possibilità di un largo utilizzo nella pratica industriale. Tuttavia, le nuove applicazioni e i requisiti sempre più stringenti spesso richiedono calcoli più dettagliati: lunghe durate (nei riduttori per l’eolico) o un minor numero di stadi e velocità più elevate (nella mobilità elettrica) comportano cicli di carico più gravosi per i denti. Una capacità di carico maggiorata nel campo della fatica ad alto numero di cicli (VHCF) sta quindi acquisendo sempre maggiore importanza. Un approccio per aumentare la resistenza a flessione al piede dente è rappresentato dalla pallinatura del raccordo. Ciò comporta maggiori tensioni residue (di compressione) nell’area prossima al piede dente che può portare a una maggiore resistenza dello stesso. Tuttavia, lo svantaggio di questa pratica sta nel fatto che nel campo VHCF, la nucleazione della cricca avviene sotto la superficie in corrispondenza di un’inclusione non metallica. Di conseguenza, l’ipotesi alla base di questo studio è che una maggiore purezza e una dimensione media minore delle inclusioni non metalliche nel materiale, porti ad una maggiore capacità di carico per ingranaggi cementati e pallinati. Questa ipotesi di lavoro viene verificata nel quadro del presente lavoro.