Abstract
Come si misura il successo di un’impresa? Fino ad una quindicina di anni fa la risposta era semplice: il rendimento di un’impresa era direttamente proporzionale al suo fatturato e al suo profitto. Il primo indicava la quota di mercato coperta e il secondo quanto l’azienda fosse “ben gestita”. Oggi questi parametri, da soli, non sono più sufficienti: la valutazione dell’impatto ambientale, sociale e di governance di una attività imprenditoriale si affianca alla valutazione della sua resa finanziaria.2
Il nuovo e più ampio criterio di valutazione nasce dal mutamento storico e culturale del concetto stesso di capitalismo. La rinnovata filosofia economica guarda non più solo alle performance finanziarie ma anche al “progetto aziendale” complessivo, il “purpose”: la creazione di profitto per gli azionisti (cd. shareholder) non rappresenta più l’unico e ultimo fine, ma diventa un presupposto, un mezzo per realizzare un più ampio progetto aziendale rivolto ad una più vasta platea di portatori di interessi (cd. stakeholder) coinvolgendo i dipendenti, i clienti, i fornitori e la comunità in generale.
Farsi guidare nelle scelte aziendali dal “purpose” non significa diventare un’azienda senza fine di lucro, bensì rendere evidente come tramite l’innovazione e il miglioramento delle proprie politiche aziendali si possa continuare a creare profitto e al contempo ridurre l’impatto negativo della produzione sulle persone e sull’ambiente.