Abstract
Alla fine della Seconda guerra mondiale, a livello internazionale si pose ancora una volta la questione circa il destino dell’Alto Adige. Era già successo al termine della Grande Guerra e, in entrambi i casi, le sorti della provincia di confine vennero stabilite sui tavoli internazionali degli accordi di pace. È in tale contesto che si inserisce l’Accordo De Gasperi-Gruber, firmato dai ministri degli Esteri di Italia e Austria, che gettò le basi per la successiva soluzione autonomista. Intorno a tale accordo, si sono spesso confrontate interpretazioni differenti, che solitamente hanno attribuito un ruolo sproporzionato, positivo o negativo che sia, ai due firmatari. Tutto ciò con riferimenti spesso deboli al contesto più ampio in cui agirono i due uomini politici. In questo contributo si vuole mostrare come a decidere le sorti dell’Alto Adige, più che i meriti o gli errori dei due protagonisti che hanno dato il nome all’accordo, sia stato proprio il quadro internazionale.