Abstract
Ripensare l’uso dei Big Data e il nostro approccio all’intelligenza artificiale, abbandonando qualsiasi atteggiamento fideistico per privilegiare un approccio critico e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche più aderenti ai veri bisogni degli utenti. È la ricetta di Francesco Ricci, preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche, e di Thomas Philipp Streifeneder, direttore dell’Istituto per lo sviluppo regionale dell’Eurac Research. Nella conversazione con Ricci e Streifeneder è emerso un chiaro suggerimento: dobbiamo imparare dagli scandali che, recentemente, hanno fatto tremare i colossi come Facebook, a comportarci in maniera più critica e consapevole. Ciò che ognuno di noi deve imparare è guardare alle nuove tecnologie non con sospetto, ma nella giusta prospettiva: come mezzi cioè che possono, se impiegati con consapevolezza, migliorare molti ambiti della nostra vita quotidiana, dal lavoro alla salute, dall’istruzione allo svago.