Abstract
The new anthropological narratives and with them the new post-modern educational semantics challenge today, more than in any other century, the educational research. If on one hand some authors debate on the ontologies and epistemologies of the two traditional polarities of research, the quantitative and the qualitative one, others, instead, propose third way hypotheses, not least the mixed methods approaches. In this contribution, we propose to go beyond the classical quantitative/qualitative dialectic, rethinking the link between theory, practice and truth in the research process. To do so, we use a specific lens, what John Elliott (2006) calls democratic rationality. Assuming the importance of rethinking a democratic vision of the educational research, considered as a plural opening and as a value orientation, we try to suggest a concrete way to re-design the educational research territory. We base our reflections on the most recent results in the field of complexity science and non-linear dynamic systems, proposing Action-Research as a paradigmatic example to rethink a new form of democratic, fluid, complex and ecological educational research. Finally, we discuss a multiple case study, which is developing, following this perspective, with an educational institution of the Italian territory.
Le nuove narrazioni antropologiche e con esse le nuove semantiche educative post-moderne sfidano oggi, più che in ogni altro secolo, la ricerca educativa. Se da un lato alcuni autori si interrogano sulle ontologie ed epistemologie delle due polarità tradizionali di fare ricerca, il quantitativo e il qualitativo, altri, invece, propongono ipotesi di terze vie, non da ultimi gli approcci mixed methods. In questo contributo proponiamo di andare oltre la classica dialettica quantitativo/qualitativo, ripensando il legame stesso tra teoria, pratica e verità nel processo di ricerca. Per farlo, utilizziamo una lente specifica, quella che John Elliott (2006) chiama democratic rationality. Assunta l’importanza di ri-pensare una visione democratica del processo di ricerca, intesa sia come apertura plurale che come orientamento valoriale, proviamo a proporre una via concreta per ri-disegnare il territorio stesso della ricerca educativa. Per farlo ci basiamo sui risultati più recenti nel campo delle complexity science e dei sistemi dinamici non lineari, proponendo la Ricerca-Azione come esempio paradigmatico per ripensare una nuova forma di ricerca educativa democratica, fluida, complessa ed ecologica. Infine, viene discusso uno studio di caso multiplo, che si sta sviluppando, seguendo questa prospettiva, con un’istituzione scolastica del territorio italiano.