Abstract
Nel corso degli ultimi decenni il dibattito scientifico sulla valutazione economica dei beni e dei servizi ecosistemici ha subito una forte accelerazione a seguito del lavoro di Costanza et al. (1997) “The value of the world’s ecosystem services and natural capital”. Le principali linee di ricerca sviluppatesi negli anni seguenti si sono focalizzate sull’identificazione e classificazione dei servizi ecosistemici, seguendo l’impostazione data dal Millennium Ecosystem Assessment (2000), e sulla messa a punto delle più idonee tecniche estimative per valutare i singoli beni e servizi forniti dai differenti ecosistemi naturali. Le caratteristiche proprie dei servizi ambientali senza mercato impongono la necessità di fare ricorso a metodi di stima reali (i.e. metodo del costo del danno, metodo del costo di sostituzione) o a metodi ipotetici (i.e. delle preferenze rivelate e delle preferenze espresse). Il presente contributo considera un’importante servizio fornito dagli ecosistemi forestali, la fauna selvatica per fini venatori, cercando di fare il punto della situazione sui metodi di valutazione economica. Quanto esposto dal punto di vista teorico è stato applicato ad un caso di studio caratterizzato da una lunga tradizione nel monitoraggio e nella gestione della fauna selvatica (Valle di Non in provincia di Trento). I risultati hanno evidenziato un’importanza economica dell’attività venatoria in Valle di Non pari a 1,8 mln di €/anno comprendenti sia il valore di prodotto sia il valore ricreativo.