Abstract
La sezione delle Ballate nel terzo libro delle Rime di Minturno (1559) contiene trentuno testi. Gli ultimi cinque testi, che possiamo considerare “ballate” proprio perché appaiono nella sezione ad esse dedicata, presentano una curiosa ibridazione con lo schema del sonetto: si tratta di composizioni che Minturno ha consapevolmente elaborato e di cui parla anche nella sua Arte poetica. L’esperimento di ibridazione è del tutto limpido e lineare nella sua applicazione e nella sua elaborazione teorica, ed è quindi interessante in sé come documento di creatività poetica medio-cinquecentesca e merita di essere letto sullo sfondo sia della raccolta di rime nel suo complesso, sia del trattato teorico.