Abstract
Con l’esperienza di “Studi sul Qui”, lavoro di campo sperimentale ed interdiscipli- nare condotto nel 2019 in Valle d’Aosta e nel 2022 in Basilicata, questo contributo espone le potenzialità dell’approccio metodologico di deep mapping per la rappre- sentazione delle aree così dette “marginali” o “periferiche” (che nel seguito chia- meremo territori “non metropolitani”). Si apre con una sintesi del contesto relativo alle politiche territoriali per le realtà destinatari di interventi per i territori non me- tropolitani quali in Italia la Strategia nazionale per le aree interne, seguito da una descrizione del concetto di deep mapping come modo di avvicinarsi al territorio. In questo testo ragioneremo soprattutto su due edizioni del deep mapping, realizzate nel 2019 nel comune di Jovençan (Aosta) e nel 2022 a Oppido Lucano (Potenza) da gruppi interdisciplinari, accademici e artistico-professionali – di antropologhe, geografi, filmmaker, architetti, fotografi e performer – nonché con l’importante collaborazione della popolazione locale. La discussione si focalizza sulle forme di rappresentazioni che emergono dalla pratica di deep mapping e il confronto con la ricerca etnografica meglio conosciuta nell’antropologia. Si riconoscono, infine, alcuni limiti del deep mapping, ma nel contempo si confermano degli aspetti molto stimolanti dell’approccio per la costruzione di un proprio futuro da parte dei territori non metropolitani.