Abstract
Il downsizing o miniaturizzazione è una tendenza sempre più diffusa in molti settori industriali. L'industria automobilistica sta spingendo la progettazione dei suoi componenti verso soluzioni sempre più compatte, leggere, efficienti ed affidabili. In passato, le trasmissioni per l'automotive sono state progettate e prodotte con ingranaggi aventi moduli tipicamente compresi tra 3 e 10mm. A questo proposito, i principali standard europei per la progettazione di ingranaggi quali la normativa ISO 6336 (basata sulla tedesca DIN 3990), sono validati appunto nella gamma da 3 a 10 mm. Inoltre, è noto come, aumentando le dimensioni dell'ingranaggio, il fattore dimensionale YX (per la flessione) si riduca. Tuttavia, i progressi in termini di materiali e conoscenze progettuali hanno reso possibile la realizzazione di riduttori miniaturizzati con ingranaggi con moduli normali inferiori a 3 mm aventi affidabilità comparabile (o superiore) alle soluzioni del passato. In questo scenario, comprendere come la dimensione influenzi (positivamente) la capacità di carico a flessione a piede dente per moduli inferiori a 5 mm è fondamentale per massimizzare l'efficacia del progetto in caso di downsizing delle trasmissioni. In questo articolo si riportano i risultati di uno studio sperimentale su ingranaggi realizzati in 39NiCrMo3 aventi un modulo normale pari a 2 mm per verificare la capacità di carico a flessione.
Sulla base delle evidenze sperimentali e dei dati aggiuntivi presi da letteratura, nonché da studi passati dell'autore, viene proposta una formula estesa per il fattore dimensionale YX (secondo la normativa ISO 6336).