Abstract
D. Socie, nel lontano 1970 affermava: "Le verifiche a fatica sono ormai uno strumento imprescindibile e vengono effettuate per moltissime applicazioni industriali. Nonostante ciò, cedimenti imprevisti continuano a succedere”.
I cedimenti per fatica, secondo l’approccio classico, vengono descritti dal diagramma di Wöhler che lega il livello di carico con il massimo numero di cicli a cui il componente può essere sottoposto prima di arrivare a cedimento. Tuttavia, questo strumento non tiene conto delle deformazioni plastiche che riducono in modo significativo il massimo numero di cicli che il componente può tollerare. Proprio per questo motivo si parla di fatica a basso numero di cicli (LCF – low cycle fatigue) o oligociclica (dal greco oligos – breve).