Abstract
Lo sviluppo del "Trattamento" dei pazienti affetti da malattie mentali nella storia della psichiatria ha costituito da un lato un progresso, in quanto ha consentito il recupero della dignità di persone precedentemente demonizzate, mentre dall'altro ha introdotto il pericolo che i pazienti vengano trasformati in catalizzatori di attenzione da parte del mondo medico. Il progresso può comportare una perdita di ciò che possiamo definire "l'essere una persona". Un approccio integrato al trattamento sia medico che psicologico pone l'accento sull'iniziativa soggettiva e sul potere decisionale dei pazienti. A questo proposito, il passaggio da partecipazione dell'utente a protagonismo dell'utente rappresenta una sfida radicale agli approcci funzionalisti del trattamento che venivano promossi in nome del progresso. Tuttavia, dato l'attuale clima politico improntato sul Neoliberalismo, le iniziative degli utenti possono essere di nuovo strumentalizzate per risparmiare sulle risorse pubbliche e questo richiede un attento monitoraggio da parte dei movimenti di utenti.