Abstract
I professionisti, la politica sociale e le istituzioni sottolineano l’esigenza di processi di cooperazione tra gli assistenti sociali dei distretti sociali, le famiglie e gli/le educatori/educatrici. Questa richiesta rappresenta una grande sfida nella pratica in tutta Europa. Nel seguente articolo, vengono presentati i primi risultati di uno studio qualitativo, il quale affronta la questione dello sviluppo di questi processi di cooperazione e delle possibilità di partecipazione degli attori coinvolti dalla prospettiva dei/delle professionisti/e. Per la discussione dei risultati, l’approccio dell’anti-oppressive practice risulta essere adatto, perché può fornire uno spunto di riflessione nella promozione di una visione differenziata sui processi di cooperazione.