Abstract
In uncertain times, we move beyond normalized ways of knowing to the generation of knowledge through design inquiry. During an inquiry, procedural artifacts perform different social, conceptual, and ontological functions – varying from ideating and prototyping products for the market. Procedural artifacts have inter- and transdisciplinary intentions and tend towards openness and question raising through being “beautifully unfinished” prototypes. Therefore, they are ideal for a collaborative mode of design that is able to deal with uncertain times while creating discourse and action around probable, possible, and preferable futures. Moreover, the diverse functionalities of procedural artifacts enable them to facilitate and encourage new combinations of experiential, practical, and theoretical knowledge and, hence, generate new situated knowledge. Consequently, procedural ar- artifacts challenge modes of articulation between forms of thought, perception, action and production especially in their ability to act as bonding and boundary objects.
In this paper, we propose a framework that sheds light on the diverse functions of procedural artifacts. This framework was used in order to analyze three student projects in a Master in Eco-Social Design, generated during the COVID-19 lockdown in Italy. The outcome of this analysis demonstrates how procedural artifacts challenge existing ways of knowing by applying diverse functions and, thereby, co-generate new forms of knowledge in different social settings. Their ability to reproduce knowledge, their potential for enabling discourse and transformative behavior help to navigate better in uncertain times while moving towards more sustainable, preferable futures.
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È in tempi incerti che si va di là deimodi tradizionali del sapere per raggiungere la generazione della conoscenza attraverso la ricerca del design. Sono gli artefatti procedurali a svolgere varie funzioni sociali, concettuali e ontologiche che si distaccano dall’ideazione e prototipazione dei prodotti per il mercato. Gli artefatti proce- durali hanno finalitàinter- e transdisciplinari, tendono all’apertura e a porre domande poiché sono prototipi “splendidamente in- compiuti”. Sono quindi ideali nellamodalità collaborativa di una progettazione in grado di affrontare tempi incerti e creano al contempo un discorso e un’azione su futuri probabili, possibili e auspicabili. Inoltre, le varie funzionalità degli artefatti procedurali consentono di facilitare e incoraggiare nuove combinazioni di conoscenze esperienziali, pratiche e teoriche e, quindi, di ge- nerare nuove conoscenze localizzate. Di conseguenza, sfidano le modalità di articolazione tra forme di pensiero, percezione, azione e produzione, soprattutto nella capacità intrinseca di agire come oggetti di legame e confine.
Nel nostro contributo proponiamo un quadro di riferimento che fa luce sulle varie funzioni degli artefatti procedurali. Tale quadro è stato usato per analizzare tre progetti di studenti in un Master in Design Eco-Sociale, generati durante il lockdown COVID-19 in Italia. Il risultato dimostra come gli artefatti procedurali sfidino i modi di conoscere esistenti applicando funzioni diverse e,perciò, co-generino nuove forme di conoscenza in contesti sociali diver- si. La loro capacità di riprodurre conoscenza, il loro potenziale nell’abilitare un discorso e un comportamento trasformativo ci aiutano a muoverci meglio in tempi incerti mentre ci proiettiamo verso un futuro maggiormente sostenibile e auspicabile.