Abstract
In Italia da un punto di vista normativo persiste un mancato sostegno all’omogenitorialità. Dall’impossibilità di accedere ad adozione e tecniche di fecondazione assistita alla valutazione da parte dei servizi per il riconoscimento della bigenitorialità, le coppie composte da partner dello stesso sesso si trovano di fronte a diversi terreni di incertezza. Come vivono questi genitori tali situazioni? E quanto gli assistenti sociali sono in grado di orientare la propria riflessività sui processi che generano in loro forme più o meno accentuate di oppressione? Il paper si propone di rispondere a tali interrogativi, partendo dai dati raccolti nell’ambito di un progetto di ricerca di interesse nazionale che ha coinvolto genitori dello stesso sesso e assistenti sociali. L’articolo si chiude con alcune riflessioni volte a guidare la pratica del servizio sociale con le famiglie omogenitoriali.