Abstract
Il rapporto tra fotografi e graphic designer, a partire dagli anni sessanta vive una rapida evoluzione all’interno del contesto pubblicitario italiano. La fotografia acquista rapidamente un ruolo cardinale nell’economia della comunicazione pubblicitaria, mentre i grafici – fino agli anni cinquanta protagonisti incontrastati dell’apparato visivo – cominciano a considerare il proprio apporto sempre più legato all’art direction. Il dialogo con i fotografi permette ai progettisti grafici di riconsiderare il proprio contributo nella costruzione della comunicazione commerciale – sempre più appannaggio delle agenzie di pubblicità di matrice anglosassone – e il rapporto con l’utente finale. Il design del Made in Italy, a cavallo tra gli anni sessanta e ottanta, offre un punto di vista ampio da cui analizzare la maturazione della relazione tra grafici, agenzie e fotografi. In particolare il saggio, a partire dall’analisi di fonti primarie, ricostruisce il dialogo tra l’art director Fritz Tschirren e il fotografo Jean Pierre Maurer, all’interno delle agenzie GGK e STZ.