Abstract
Il presente contributo propone una riflessione sul corpo quale soggetto attivo e vivente della pratica teatrale e parateatrale, così come osservato nella ricerca pedagogica di ‘embodied education’. Quest’esperienza educativa, radicata nell’azione estetica e performativa, si nutre della teoria dell’esperienza di Dewey (1934, 1938), restituendo unità all’esperienza educativa ed estetica. Se l’esperienza, in generale, riguarda l’interazione reciproca dell’individuo con la natura, scandita dal ritmo proprio della vita stessa - il battito del cuore, la danza della marea, la cadenza delle stagioni – nella pratica laboratoriale in oggetto, ‘l’esercizio’ e dunque la pratica estetica e performativa si fanno corpo teatro (Corps-théâtre, Nancy, 2010). Immerso in una possibilità di conoscenza esperienziale, risvegliato nella memoria e nell’ascolto, il corpo diviene agente di un’azione trasformativa per l’accadere di un incontro con sé e con l’altro.