Abstract
Le Opzioni del 1939 furono la frattura più profonda che abbia mai attraversato la società sudtirolese. Fu una guerra civile ideologica, combattuta con tutti i mezzi di propaganda dell’epoca, ma anche con la violenza psicologica e personale. Dopo un confronto con i trasferimenti forzati di altre minoranze di lingua tedesca, l’articolo analizza le motivazioni che hanno portato a “partire” o “restare”. Le “lettere aperte” (dalla polizia politica segreta) forniscono una visione diretta della situazione drammatica in cui viveva la popolazione all’epoca. È significativo come entrambe le parti abbiano cercato di esercitare influenza e potere decisionale occupando concetti centrali, primo fra tutti il concetto di Heimat.