Abstract
La scuola oggi sta vivendo un momento di grande vivacità e di intensa cata- lizzazione di energie per rispondere ai grandi cambiamenti che la riguardano. Dall’idea di trasmettere il patrimonio culturale ad un numero quanto più am- pio possibile di persone, l’obiettivo attuale di molti attori scolastici è quello di costruire sistemi di senso, di elaborare chiavi di accesso al patrimonio culturale e di contribuire alla sua lettura, alla sua interpretazione e al suo sviluppo in un clima di benessere e di condivisione (Lorenzoni, 2019; Weyland et al., 2019). Anche la dilatazione dei tempi del soggiorno a scuola sposta il focus verso l’in- tendimento dell’edificio scolastico come un luogo di vita che si intreccia a biso- gni civici e sociali della comunità (Tosi, 2019).
La dialettica tra il costruire e l’abitare indagata da più studiosi delle scienze umane (Ingold, 2001; Iori, 1999; Gennari, 1988; Weyland, 2016) e il nuovo paradigma della scuola come ambiente da dimorare sta conquistando sempre maggiore interesse. La dimensione materiale, fisica e sensoriale della scuola sta conducendo a comprendere quanto lo spazio racconti e descriva chiaramente scelte e atteggiamenti impliciti o espliciti e come questo possa quindi diventare un formidabile dispositivo pedagogico per generare benessere (Hughes et al., 2019; Guelfi, 2014; Iavarone, 2008).
La progettazione educativa ha oggi una direzione interdisciplinare per inclu- dere nell’idea progettuale non solo le attività da svolgere, ma anche la tipologia e qualità degli spazi scolastici in cui esse si svolgono e le qualità relazionale degli ambienti tra loro, in ordine a un pensiero coerente e pedagogicamente ragiona- to. La sfida attuale è quella di voler informare lo spazio educativo, nel senso di dare informazioni sulle qualità degli ambienti e sulle ragioni pedagogiche che ne giustificano la necessità (Weyland e Galletti, 2018).