Abstract
In questo saggio presenterò una riflessione sul ruolo della musica nella non-fiction e sulle scelte di composizione, arrangiamento e produzione nella riproposizione di materiale d’archivio in un nuovo formato. Tali scelte riguardano la produzione e la modulazione di brani musicali in relazione alle immagini e al commento vocale; aspetti più strettamente tecnici legati alla struttura narrativa e al montaggio, tenendo conto che la musica partecipa alla costruzione cinematografica, svolgendo funzioni di continuità, rottura, tensione/distensione, ecc.; così come le implicazioni della rielaborazione e, da un certo punto di vista, di un processo di «rimediazione» nel senso suggerito da BOLTER – GRUSIN (1999), di materiale audiovisivo in un nuovo format e in un diverso contesto tecnologico e culturale – implicazioni che toccano, più in generale, il ruolo della non-fiction nell’ambito della cultura contemporanea e delle scienze umane.
Illustrerò quindi brevemente alcune problematiche legate alla relazione tra musica e audiovisivi in ambito archivistico, al fine di dimostrare come un’eventuale chiusura pregiudiziale rispetto all’incorporazione di musica nella presentazione di materiale d’archivio rispecchi una visione fallace non solo della natura intrinsecamente storica e quindi arbitraria del lavoro di archiviazione ma anche della specificità del medium audiovisivo. Discuterò poi il ruolo del suono e della musica in quanto parte della costruzione del mezzo audiovisivo e rispetto a questioni quali continuità tra i generi, narrazione, retorica, mediazione, rappresentazione e verosimiglianza, concludendo con alcune osservazioni sulla necessità di diffondere una maggiore competenza musicale legata ai media.