Abstract
Sulla base dell’analisi e della comparazione di tre buone prassi d’accoglienza, collocate in contesti montani diversi (Cadore, Valcamonica, Prealpi Biellesi), gli autori sostengono che le peculiari caratteristiche delle terre alte del nostro Paese – date alcune condizioni di contesto e strutturali - possono agevolare l’integrazione socio-lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati, innescando non solo la resilienza delle comunità locali interessate ma anche la nascita di specifiche forme di mercato come i nested markets. Tale modello di analisi socio-economica è capace di descrivere sia la complessità dei termini dello scambio di risorse in particolari contesti, come quello delle Alpi e degli Appennini, sia di cogliere l’essenza ibrida delle organizzazioni e delle attività di sviluppo locale innescate nelle aree fragili dalla presenza dei nuovi “montanari per forza”.