Abstract
Questo scritto si propone di restituire alcuni passaggi di un percorso di ricerca da me svolto tra il 2004 e il 2005 con un gruppo di cittadini di Ferrara invitati a fotografare i propri punti di riferimento.
L’obiettivo della ricerca consisteva nell’indagare come e se immagini così prodotte avessero reso «visivamente» evidente la relazione con il territorio da parte di ogni partecipante, quanto e come se fosse emerso il senso di appartenenza alla comune città di residenza e, infine, quanto e come sarebbero emerse eventuali relazioni con l’immaginario specifico di cui Ferrara è portatrice.
Un aspetto centrale di questo percorso è la centralità attribuita al mezzo fo- tografico, ovvero alle immagini prodotte da persone invitate a produrre in prima persona le proprie immagini, a tradurre il proprio sguardo in traccia materiale. A partire dalla constatazione – certamente non nuova ma altrettanto certamente più che mai attuale – di quanto l’espansione della sfera del visuale abbia radi- calmente modificato la nostra modalità di esperire il mondo (Mitchell 1994), il percorso di indagine non si è concentrato sulle implicazioni di carattere teorico circa lo status delle immagini prodotte, quanto sul tentativo di verificare come il confronto a distanza ravvicinata con la percezione di uno spazio comune da parte di singoli soggetti si confermi come metodologia efficace per fare emergere sguardi altrimenti destinati a rimanere in ombra. (...)