Abstract
I regimi totalitari del XX secolo si adoperarono nell’acutizzazione degli sforzi nazionalistici compiuti tra il XVIII e il XIX secolo. In questa ristretto campo di visione politico e culturale, le minoranze non trovarono spazio. L’espressione delle identità linguistiche e culturali fu repressa con i mezzi dello stato totalitario. Naturalmente, la rieducazione a un’identità che fosse nazionalmente conforme, non fu raggiunta. Questo doveva essere il compito della scuola. Il presente saggio si focalizza sulla strumentalizzazione della scuola durante l’epoca fascista in Alto Adige. La delineazione del nuovo confine del Brennero dopo la prima guerra mondiale
aveva portato l’Italia a entrare in contatto con la popolazione di madrelingua tedesca e ladina del territorio. Gli sforzi di italianizzazione e fascistizzazione attuati per mezzo della scuola, si sono ancorati nelle memoria collettiva della popolazione locale e, negli anni a venire, hanno determinato in maniera duratura il loro rapporto con la scuola, intesa come istituzione statale.