Abstract
Introduzione La storia della violenza nella prima guerra mondiale nella stretta accezione di storia della violazione del cosiddetto " diritto delle genti " , del diritto consuetudinario o nelle sue diverse forme di guerra ai civili-eccidi, deportazioni, stupri, lavoro coatto-, per lungo tempo non è stata al centro né del discorso pubblico né dell'indagine storiografica 1. Il complesso delle violazioni delle norme compiute dagli eserciti in epoca moderna noto all'opinione pubblica è infatti generalmente limitato alle guerre successive alla " catastrofe originaria " e alle crisi del XX secolo 2. A questo proposito, nell'autunno del 2006 l'inedita attenzione riservata dai media al genocidio armeno durante la prima guerra mondiale non è rappresentativa di un interesse per la tematica, di fatto finora limitato ad una ristretta cerchia di storici-che opera in primo luogo in un contesto specificamente scientifico e che è da poco un po' più istituzionalizzata o collegata in rete-e che si è manifestato al di fuori da ogni più grande risonanza pubblica. La sensazionale emanazione da parte dell'Assemblea nazionale francese di una legge che definisce la negazione del genocidio armeno fatto penalmente perseguibile, nonché l'annunciato conferimento nell'ottobre 2006 del premio Nobel per la letteratura allo scrittore turco critico con il regime, Orhan Pamuk, * Traduzione dal tedesco di Adriana Lotto. 1 Per un istruttivo panorama dello sviluppo della (lacunosa) storiografia sulla storia della violenza nella prima guerra mondiale, si veda il capitolo Battle, combat, violence: a necessary history, in S.