Abstract
Testi neolatini risalenti all’inizio del XVII secolo sono relativamente rari nelle valli ladine di Badia e Gardena, perché l’amministrazione di queste due valli preferiva usare il tedesco. I pochi esempi meritano perciò un’attenzione particolare: da un lato, perché permettono di trarre conclusioni sul grado di plurilinguismo dell’epoca; dall’altro, perché la loro forma linguistica è talvolta caratterizzata da un code-mixing, che si manifesta in particolare nel fatto che le parti formulaiche dei testi sono in italiano (settentrionale), mentre le parti specificamente contenutistiche sono relativamente spesso inframmezzate da ladinismi. Questo articolo analizza la presenza di ladinismi lessicali in uno di questi testi, più esattamente la traduzione degli statuti della giurisdizione di Enneberg (Marebbe) realizzata nel 1614 dall’allora cancelliere Caspar d’Alfarëi a partire dalla versione originale, codificata in tedesco nel 1566.