Abstract
Rivelatesi efficaci alleati nel contrasto alla pandemia di COVID-19, le mascherine chirurgiche sono diventate ubique, e addirittura obbligatorie in molti contesti, tra cui quello scolastico. Tuttavia, se da un lato la loro efficacia sul piano sanitario è fuori discussione, questa sicurezza è pagata al prezzo di compromettere la comunicazione sociale, poiché il volto è un canale corporeo molto importante per la comunicazione sia verbale sia non verbale. In questo articolo, dopo una breve rassegna di alcuni risultati consolidati della ricerca psicologica e neuroscientifica sulla percezione facciale, rifletteremo su cosa capiti quando la faccia è ostruita dalla mascherina. Alcuni ri-sultati recenti confermano la nostra ipotesi che le mascherine comportino effettivi svantaggi alla comunicazione non verbale, e in particolare all’espressione delle emozioni, con possibili ripercussioni sull’empatia. Esploreremo alcune conseguenze dei volti mascherati in classe, e discuteremo alcune stra-tegie che gli insegnanti potrebbero (e dovrebbero o non dovrebbero) adottare per contrastare questa ostruzione.
In order to contrast the COVID-19 pandemic, surgical facemasks have become very widespread, and compulsory in many contexts, including schools. Yet, while their value for health is beyond dispute, this safety is bought at the expense of some impairment in social communication, since the face is a very relevant bodily channel for both verbal and nonverbal communica-tion. In this article, after reviewing some well-established psychological and neuroscientific research findings on face perception, we reflect upon what happens if face is obstructed by the facemask. Recent findings support our hypothesis that facemasks actually impair nonverbal communication, and especially the expression of emotions, hence possibly affecting empathy. We then reflect upon the consequences of being masked in the classroom, and we examine some strategies that teachers can (and should/should not) adopt to counter this obstruction.