Abstract
La globalità e pervasività delle tecnologie informatiche, l’approccio human-centered, i metodi di ricerca con le persone, l’attenzione per usabilità fanno del digitale un laboratorio di sperimentazione che, dagli anni novanta, ha esplorato le possibilità e l’impatto del design nella trasformazione della società. Dal mito fondativo di Internet — la prima arma di costruzione di massa — al cyber-pessimismo, questo mondo è sempre stato attraversato da una vocazione universalistica e partecipativa. La Web Accessibility Initiative, il lavoro del Web
Standard Project e le normative nazionali hanno costruito la cultura, i metodi progettuali e gli strumenti di valutazione per rendere il digitale accessibile. Il design delle interfacce e la cultura grafica sottesa sono stati l’ambito di ricerca e verifica della vocazione inclusiva e di pubblica utilità della cultura di progetto in ambito tecnologico. Il paper ne rilegge il percorso culturale e sociale in un’ottica storico-critica tra teoria, etica e professione.