Abstract
Il termine immagine fa da comune denominatore a una gamma molto ampia e diversificata di repertori visivi e audiovisivi che nell’insieme vengono chiamati media. Essi si servono in prevalenza di immagini e stimolano i nostri canali sensoriali per trasmetterci informazioni e contenuti.
Tradizionalmente si distingue tra media visivi, uditivi e audiovisivi e in base ad essi si descrivono anche le tipologie di apprendimento corrispondenti.
Teniamo presente che dalle statistiche emerge che si trattiene solo il 20% di quello che si ascolta, il 30% di quello che si vede, e il 50% di quello che si vede e che si sente insieme.
Il libro di testo è un medium che si serve della parola scritta e (non sempre) delle immagini per trasmettere contenuti di apprendimento. Ora, i dati statistici sostengono l’opportunità di arricchire il testo di immagini significative. Ricerche più approfondite però documentano anche la necessità non solo di coinvolgere più canali sensoriali nel processo di apprendimento, ma soprattutto di coinvolgere attivamente l’attore del processo perché questo risulti veramente efficace. Dicendo infatti agli alunni:” Osservate attentamente questa immagine” si ottiene gran poco, per comprendere veramente un’immagine bisogna attivarsi e fare qualcosa con essa: descriverla, copiarla, commentarla ecc.. E’ grazie alla manipolazione del materiale immaginativo che si arriva ad una veloce individuazione dei singoli elementi che lo compongono.