Abstract
Il presente articolo intende indagare la condizione di marginalizzazione sociale e culturale dei piccoli coltivatori derivante dalla strutturale impossibilità per l'agricoltura contadina di competere sul mercato globale delle derrate alimentari così come della possibile azione di risposta offerta dal modello della comunità che supporta l'agricoltura (CSA). Le ipotesi su cui si basa il presente contributo partono da una critica al sistema socio-economico liberista globalizzato. In questo contesto la situazione dei piccoli contadini delle aree marginali d'Italia, inadeguati alla competizione sul mercato globale, si configura come una marginalizzazione non solo di tipo economico ma anche sociale e culturale. Un contributo importante per un reale riconoscimento della dimensione sociale dell'agricoltura può derivare dalla pratica della comunità a supporto dell´agricoltura (CSA). Nel 2018 è stata avviata una sperimentazione in Trentino, che ha coinvolto l'associazione e gruppo di acquisto solidale l'Ortazzo e tre piccole aziende agricole della provincia. L'esperienza è stata seguita con una ricerca partecipativa i cui risultati mostrano come il consolidarsi delle reti sociali in un territorio marginale con la presa di responsabilità da parte dei consumatori nei confronti dei produttori di beni agricoli di base migliora sensibilmente la pro-attività degli amministratori locali nel sostenere iniziative virtuose, incrementa il senso di auto-efficacia dei contadini e il valore percepito dell'attività agricola e di cura del territorio.