Abstract
A partire dalle ricerche di Vygotskij e con il con-tributo determinante della psicologia storico-culturale che ne è conseguita, l’uso del termine “immaginazione” in campo educativo si è mo-dificato radicalmente. Da una tipologia di pen-siero irrazionalistico, egocentrico e irrealistico, il termine è passato a indicare una forma sofisti-cata di intelligenza, in cui l’esercizio della logica si integra con le emozioni e con la flessibilità cognitiva. Le definizioni del concetto, tuttavia, per come sono usate tutt’oggi in campo pe-dagogico e didattico, presentano ancora dei limiti in termini di vaghezza semantica e di effi-cacia esplicativa. Questo articolo vuole mostra-re come un approccio interdisciplinare, con cui attingere alle risorse della neurobiologia, delle scienze cognitive e della filosofia della mente, possa aiutare a chiarire l’uso pedagogico del concetto di immaginazione, e a riflettere criti-camente, in termini più generali, sui contributi di queste discipline a supporto della pratica e della ricerca in campo educativo.