Abstract
La sentenza che si pubblica sembra voler raddrizzare parzialmente il tiro rispetto alle sentenze della
Cassazione che nel 2017 hanno abbracciato senza riserve la tesi secondo cui gli interest rate swaps
con funzioni di copertura che si mostrino non idonei a conseguire quella copertura possano essere
giudicati nulli perché non meritevoli di tutela ai sensi dell’art. 1322 c.c., sulla base di argomenti fondati
sulle regole di condotta a carico degli intermediari. La Suprema Corte non sembra discutere la
possibilità di invocare l’art. 1322 c.c.,ma invita ad una rigorosa applicazione, nel giudizio sulla capacità
del contratto a conseguire gli scopi che le parti gli assegnavano, dell’anSave & closealisi ex ante, non ex post.