Abstract
In questo contributo si tratta di pause piene discutendo se possano essere impiegate nel parlato multilingue per indicare processi di negoziazione di lingua o annunciare alternanze di codice. Più precisamente nell`articolo si analizzano acusticamente le pause piene prodotte da un parlante trilingue di inglese, italiano e tedesco per valutare se esse siano linguo- o parlante- specifiche. L`analisi, basata sulla rilevazione dei valori formantici di F1 e F2, dimostra come l`uso delle pause piene sia invero parlante-specifico e, ancor più, che le pause piene prossime a punti di transizione tra lingue sono significativamente diverse da tutte le altre, ovvero possano essere ritenute valide indicatrici di processi di selezione di lingua.