Abstract
Questo saggio ricostruisce i piani di bonifica e colonizzazione elaborati negli anni ’20 dal fascismo come strumento d’italianizzazione dell’Alto Adige. Tali piani, pensati da ambienti nazionalisti e post-irredentisti, di fatto non vennero realizzati. Tale fallimento si spiega con la necessità del regime di non pregiudicare i rapporti internazionali con Germania e Austria, con la capacità di mobilitazione dei ceti possidenti sudtirolesi nell’opporsi ai piani di espropriazione e con l’esistenza nelle istituzioni italiane di posizioni diverse circa il modo migliore per nazionalizzare l’Alto Adige.
This essay describes the land reclamation and colonization plans elaborated in the 1920s by Fascism as a tool for the Italianization of South Tyrol. These plans, conceived by nationalist and post-irredentist circles, were not actually implemented. This failure can be explained by the regime's need not to compromise international relations with Germany and Austria, by the ability of the South Tyrolean landowners to mobilize against the expropriation plans and by the existence in Italian institutions of different positions on the best way to nationalize South Tyrol.