Abstract
Lo scorso marzo 2018 il mondo della musica e della educazione musicale ha perso Josè Antonio Abreu, fondatore del modello educativo denominato “El Sistema” che dal Venezuela, in oltre 40 anni, ha ispirato programmi educativi per il cambiamento sociale in tutto il mondo (Tunstall, 2012; Hallam, 2013).
Grazie ad Abreu il programma è divenuto di interesse nazionale ed è attualmente sotto la gestione del Ministero della Famiglia, Sport e Salute. In continua evoluzione, le esperienze dei centri di formazione musicale, i Nucleos, sviluppatisi a macchia d’olio nel Paese, hanno costituito una ispirazione nel mondo, vantando una presenza di programmi ispirati ad El Sistema in tutti i continenti. (Booth et al., 2013). Il presente contributo, al cui tema ho già dedicato alcuni scritti a cui rinvio il lettore, accosta ad una breve panoramica storica, una riflessione sugli aspetti predominanti dell’orientamento pedagogico che sottende al modello venezuelano e che caratterizza oggi anche l`esperienza educativa italiana (Caroccia, Dall’Arche, 2014; Colazzo, 2014; Coppi 2014; Coppi 2015; Coppi, 2017;), accompagnato da un primo sguardo inedito sulle peculiarità della didattica inclusiva del principale programma di educazione speciale legato ad El Sistema e denominato Coro de Manos Blancas.