Abstract
Le recenti riedizioni e traduzioni del volume postumo di Ernesto de Martino La fine del mondo hanno sollecitato numerose riflessioni sull’attualità dell’opera. Questo contributo vuole inserire il dibattito sull’attualità di de Martino all’interno della cornice del pensiero decoloniale, articolando il ragionamento su quattro direttive principali. Come primo punto, si offre una rilettura della crisi demartiniana, declinata, oggi, come la crisi della bianchezza. Secondo, si considerano alcune opere etnografiche recenti con dei risvolti decoloniali, che possiamo utilmente leggere attraverso la lente del lavoro di de Martino. Il terzo punto è una presa in esame da una prospettiva decoloniale di alcune apocalissi alternative dei popoli subalterni, contemplate da de Martino solo in nuce, da una prospettiva decoloniale. Infine, si accosta il pensiero di Ernesto de Martino a quello della studiosa decoloniale Sylvia Wynter, sul tema del nuovo umanesimo.