Abstract
Fortezza è un paese nella provincia di Bolzano, la quale è da sempre abituata a ragionare in termini di minoranze. La sensibilità quindi di integrare al suo interno un altro gruppo minoritario dovrebbe essere maggiore e rendere il processo d’inclusione sociale più facile, rispetto ad altri contesti italiani. I risultati della ricerca mostrano però il contrario, come il caso specifico di Fortezza dimostra con chiarezza. La difficoltà d’integrare altri gruppi etnici presenti sul territorio, è legata in primis, alla difficoltà da parte degli intervistati, di definire chiaramente cos’è l’integrazione, poiché è ben osservabile un “gap” tra teorie e la trasformazione di quest’ultime nella realtà pratica. La convivenza tra i divers i gruppi etnici non si basa sull’inclusione, ma sul parallelismo. Come dimostrano i risultati della ricerca, la convivenza etnica può essere descritta con il concetto di vicinanza spaziale e distanza sociale: I diversi gruppi convivono uno stesso spazio ma non s’incontrano. Infatti, Fortezza è caratterizzata da confini sociali, alcuni di cui storici (tra tedeschi e italiani), altri invece recenti (dovuti all’alto tasso d’immigrazione), che si muovono tra la sfera privata e quella pubblica. La difficoltà della convivenza è in gr an parte, dovuta alla distanza sociale che viene alimentata quotidianamente dai pregiudizi, dalla paura del diverso e dai stereotipi esistenti. Dall’altra parte, essa è anche dovuta a un fattore urbanistico: mancano gli spazi pubblici, dove le persone si possono incontrare e i quali vengono usati da tutti i gruppi etnici in modo equo. Come allora pensare progetti che tendono a superare questi confini esistenti? La partecipazione e l’inclusione degli attori locali diventa cruciale. Nonostante, come evidenzia la ricerca effettuata, la semplice partecipazione da parte degli attori locali non è sufficiente per garantire un buon esito del progetto stesso. Nell’analisi approfondita viene evidenziato, come un tale progetto partecipativo può avere due diverse forme di “output”, positivo e negativo, il quale dipende in prima linea dal punto di vista micro o macro.