Abstract
L’aula è uno spazio molto specifico e delimitato dove l’incontro tra la competenza pr gettuale dell’architetto e la competenza didattica dell’insegnante si torcono, si intrecciano e talvolta si scontrano. La progettazione delle finiture interne e dell’arredo delle aule scolastiche non può essere concepita come un tema che si separa dall’insieme dell’edificio, ignorando i collegamenti percettivi e architettonici tra i vari ambienti della scuola. Tuttavia l’aula viene tradizionalmente considerata come il luogo dell’apprendimento ‘ufficiale’. È il primo spazio in cui si realizza il rapporto simbiotico tra processo educativo e ambiente fisico, il territorio della concertazione tra quello che siamo e quello che diventeremo, tra quello che portiamo con noi e quello che dobbiamo ancora conquistare come spazio di appropriazione e di individualizzazione. Questo articolo mette in dialogo pedagogia e architettura confrontando gli interni di due sezioni di scuola dell’infanzia e di tre aule di scuola elementare a partire da una serie di case studies di scuole costruite o ristrutturate in Alto Adige sofferma in particolare sugli elementi basilari degli interni dell’aula (le porte, le finestre, il rivestimento, le luci, …) cercando di cogliere le conseguenze didattiche delle decisioni progettuali.