Abstract
Ad oggi la ricerca inerente l’ansia e il gap di genere in matematica non ha ancora fornito un’esaustiva illustrazione del fenomeno, osservato per lo più attraverso la lente neuropsicologica. Dal momento che nell’ultimo ventennio la ricerca in didattica della matematica (e delle STEM in generale) ha dimostrato come le competenze aritmetiche siano imprescindibili per essere cittadini attivi nella società, tecnologica e digitale, in cui viviamo, trovare una risposta educativa efficace risulta perciò fondamentale per il futuro. Il presente studio analizza quindi le caratteristiche dell’agire educativo di un insegnante secondo l’approccio Montessori, incrociandole con le evidenze ottenute dalla psicologia e dalle neuroscienze riguardo agli effetti dell’ansia matematica sull’apprendimento.