Abstract
Questo contributo analizza la rappresentazione del concetto di inclusione nella premessa delle nuove Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo, confrontandolo con le vecchie Indicazioni secondo quattro dimensioni: la definizione esplicita di inclusione, l’idea di inclusione come processo democratico, l’inclusione intesa come apprendimento e socializzazione di qualità per tutte e tutti, e l’attenzione a forme di marginalizzazione ed esclusione. L’analisi evidenzia tre sviluppi preoccupanti: (1) l’enfasi sull’autorealizzazione e sul talento individuale, che trascura la dimensione comunitaria e riproduce disuguaglianze attraverso una prospettiva innatista; (2) la riduzione dell’inclusione a dispositivo normativo-burocratico, circoscritto a categorie predefinite e depotenziato nella sua valenza trasformativa; (3) l’affermarsi di una pressione normalizzatrice e assimilazionista, che tende a standardizzare processi di apprendimento e socializzazione.