Abstract
L’edizione del Breve compendio sopra Ovidio de Arte amandi allestita da Cecil Grayson nel 1959 era fondata sull’unico manoscritto al tempo disponibile (London, British Library, Add. 10426), che presentava però una lacuna, inavvertita, nella prima parte del testo. In questo intervento si rende conto del recupero di un secondo testimone del Breve compendio: un codice conservato alla Biblioteka Uniwersitecka di Wrocław (viii 2 membr.), di cui si conosceva l’esistenza, ma che Grayson e Kristeller segnalavano come perduto. Il manoscritto di Wrocław permette di sanare in alcuni luoghi corrotti il testo già noto, ma soprattutto permette di ripristinare i 106 versi della parte iniziale dell’operetta assenti nel manoscritto londinese. La sezione ritrovata ristabilisce l’equilibrio compositivo del testo e contiene alcuni quadri di vita cortigiana che illustrano il
metodo di attualizzazione seguito da Calmeta per rielaborare la sua fonte. A integrazione del lavoro di Grayson, è presentata un’edizione dei versi recuperati.