Abstract
La letteratura internazionale sullo sfruttamento e la tratta di persone riconosce la necessità di superare un approccio puramente penalistico al problema, ed affrontare le cause strutturali che lo favoriscono. Il noto Atlas of Enslavement della Rosa-Luxemburg Stiftung, il quale sottolinea l’agricoltura italiana tra i settori colpiti dal fenomeno del grave sfruttamento in Europa, riconosce l'importanza delle misure legali, e tuttavia sostiene la loro insufficienza: "La realtà odierna del mondo del lavoro contraddice l'assunto di base secondo cui il lavoro forzato, la tratta di esseri umani e la schiavitù moderna sono fenomeni anomali e possono quindi essere sradicati attraverso misure di giustizia penale" (RLS 2021:17). Zhang (2022:4) osserva che la narrativa sull'applicazione della legge "è stata sostituita da una prospettiva strutturale che mira al cambiamento sistemico dell'ambiente sociale che genera le attività di tratta di esseri umani". Le misure legali sono necessarie, ma non sufficienti a trasformare le condizioni strutturali su scala più ampia. Mariagrazia Giammarinaro, già relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tratta di esseri umani, osserva che per prevenire e combattere il grave sfruttamento è necessario "andare oltre un approccio di applicazione della legge e promuovere risposte di giustizia sociale, basate su un approccio ai diritti umani e su una prospettiva di genere" e prosegue proponendo un ricco elenco di misure innovative multisettoriali (Giammarinaro 2022:10)