Abstract
ll volume raccoglie e analizza gli studi effettuati dal team multidisciplinare guidato da Malgora sulla mummia egizia e il suo sarcofago, conservati presso il museo meranese. La mummia, che era stata portata a Merano direttamente dall'Egitto da Fritz Krafft, ha ora un volto e un nome: si tratta di Bast-en-ankh, figlia di un sacerdote del tempio della città di Ipou (oggi Akhmim, nell'Alto Egitto) e risale alla prima metà del III secolo a.C.. Bast-en-ankh, deceduta a un'età compresa fra i 60 e i 70 anni, era alta circa 144 centimetri. La tomografia assiale computerizzata effettuata presso l'ospedale di Bolzano e le diverse indagini successive hanno permesso allo specialista americano Jonathan Elias di ricostruire anche il volto di questa donna vissuta millenni fa, creandone un busto in gesso, anch'esso conservato presso il Palais Mamming. Il sarcofago risale invece all'VIII-VII secolo a.C. ed è quindi più antico della mummia che custodiva.