Abstract
Per alcuni l'arte delle donne è soltanto una moda temporanea, un fenomeno passeggero, come dimostrerebbe la miriade di collettive organizzate negli ultimi anni. In realtà la scena artistica è quanto mai ricca di proposte e di interpreti femminili, non si tratta dii un fenomeno, ma di dinamiche precise che gli autori analizzano a partire dalle ricerche femministe degli anni Settanta. Basta infatti riflettere sulla storia dell'ultima parte del Novecento - come hanno fatto Emanuela De Cecco e Gianni Romano in Contemporanee - per capire che le artiste non solo hanno cambiato la loro condizione, ma l'arte stessa degli ultimi anni. Contemporanee è un’indispensabile strumento di approfondimento, un'indagine che ha significato quattro anni di ricerche, una bibliografia che non ha pari, unico esempio italiano sul modello dei gender studies americani e inglesi.
Il saggio di Emanuela De Cecco, Trame: per una mappa transitoria dell'arte italiana femminile degli anni Novanta e dintorni, analizza le diverse esperienze delle artiste nella scena locale e in quella internazionale, recuperando esperienze di vecchia data e collegandole alle esperienze artistiche più recenti. Gianni Romano, in Pratiche mediali nell'arte delle donne: 1977-2000, analizza storicamente come l'utilizzo dei nuovi media abbia rappresentato per le artiste contemporanee una strategia ben precisa e articolata (a partire dalla fotografia fino ad arrivare al recupero di vecchie forme come la performance, l'installazione e, infine, la pittura).
Oltre ai saggi dei due autori, Contemporanee presenta documenti originali - spesso inediti - di una cinquantina di artiste, scritti dalle stesse interpreti oppure da importanti critici della scena internazionale quali Craig Owens, Nancy Princenthal, Dan Cameron, Katy Deepwell, Hans Ulrich Obrist, Katerina Gregos, Francesco Bonami, Diego Cortez, Richard Shone, Roberto Daolio, Carlos Vidal, Ester Coen, Jerry Saltz, Ben Judd, Teresa Macrì, Roberto Pinto, Nancy Spector...