Abstract
Per molto tempo, la scuola è stata identificata con spazi ben definiti in cui lo scopo funzionale primario era l'istruzione. Oggi il concetto di “scuola” si apre in direzione di aree di esperienza e di azione meno definite, più interconnesse tra dentro e fuori, tra edificio e contesto e vorrebbe trasformarsi in un'architettura del “non finito” in cui la qualità delle relazioni educative e il benessere sono al centro. I vari studi interdisciplinari tra pedagogia, architettura e design stanno manifestando la nascita di una nuova cultura della progettazione degli spazi per l’educazione e la formazione, sostanziata dal dialogo e dalla reciproca contaminazione dei saperi.
A partire dalla seconda conferenza promossa dalla rivista Scuola Democratica (Il Mulino) in Giugno 2021, diversi studiosi e esperti si sono trovati in un atelier dinamico virtuale per discutere sulla differenza sostanziale tra architettura ed edilizia, tra educazione e istruzione, tra spazi e didattiche, approfondendo la sinergia tra processi e prodotti, in un incrocio di pensieri tra la cultura dell'educazione e della formazione, la tecnologia e la meccanica dei saperi.
Atelier Scuola intende presentare una coralità di voci che genera una naturale fusione di campi, culture e prospettive di fronte alle sfide di una società in rapido cambiamento.
Il libro valorizza non solo le riflessioni teoriche e i contributi di ricerca, ma anche le esperienze e i progetti concreti, per rendere visibile come l'intreccio tra il discorso pedagogico e quello dell’architettura e del design possa generare nuovi scenari per l'educazione e la formazione. L'approccio interdisciplinare tra le scienze dell'educazione, le scienze dell'architettura e il design del prodotto si configura così come un atelier dinamico in cui pensare il progetto aperto per luoghi dell'educazione del futuro.