Abstract
“Narrazioni e valori negli scenari di transizione ecologica dei modelli di sviluppo tra comunicazione e riflessione pedagogica” è un'indagine nei dintorni della transizione ecologica e dei possibili esiti, considerando il lavoro delle narrazioni proposte, fra scuola, interazioni sociali e infosfera, e sui valori che queste trasmettono/installano e vengono acquisiti nei lettori/ascoltatori/spettatori immersivi, LLL, dell'era digitale. La prospettiva è riflettere pedagogicamente sui modi di acquisire/accettare/respingere le informazioni/concetti che articolandosi sempre più in una struttura valoriale gerarchica diventano solo parzialmente agibili, modificabili nei cittadini come nei discenti, che proteggono il sapere con pregiudizi di conferma e stereotipi identitari che rende complesso e nuovo il lavoro educativo in lotta con la pseudo alfabetizzazione non formale. Per questo l’approccio all’oggetto di ricerca è improntato ad una idea transdisciplinare. Dato lo scenario climatico, a livello scientifico e istituzionale EU, la transizione energetica e circolare sono state diffusamente definite come percorso necessario per un futuro sostenibile. L’intervento di mediatizzazione dell’infosfera ha rappresentato i processi in termini polarizzati, approssimativi e semplicistici delineando un progressivo quadro problematico. Al di là di un periodo iniziale di consensi e green washing, anche grazie alle decisioni top down, di rilevanti finanziamenti pubblici e dalle nascenti opportunità di business, si è determinato un conflitto, parzialmente occultato, fra complessità dei sistemi industriali/economici/finanziari attuali e complessità ambientale, con posizioni antagoniste e ampi spazi di manipolazione. Emergono in settori dell’economia/finanza contrarietà all’effettiva implementazione di un nuovo modello di sviluppo, in difesa dello status quo energetico/produttivo, cui vanno ad aggiungersi diversi strati sociali e “cognitivi”. La transizione è stata presentata dai vari agenti come un processo “sostitutivo” troppo semplice. L'economia lineare, nella visione materiale, improntata al ciclo estrazione – produzione - consumo - obsolescenza – rifiuto e l'economia circolare nella versione 5R: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare, sviluppano sequenze incompatibili, ancora più significative a livello immateriale. Dalle scelte dell’energia, al modo di concepire cosa produrre e come, dalla durata dei prodotti, alla condivisione, industriale (il know how) e di consumo (da proprietà individuale a sharing), al recupero effettivo dei materiali, tema molto più complesso industrialmente di come rappresentato nella comune raccolta differenziata. Questa discrepanza fra i modelli lineare e circolare, concetti stilizzati e approssimativi nell'individuazione dei processi reali, esplicitata con chiarezza, apre ad una dimensione fortemente polemica fra le parti. Perché la transizione proposta come semplice differenziazione delle fonti energetiche a livello micro (delle persone) in realtà impatta e trasforma modelli e stili di vita e a livello macro (estrattori, produttori di energia, stati e varie forme di potere) modifica nettamente gli attuali equilibri mondiali Si estendono forme differenziate di boicottaggio del fenomeno, spesso sotterranee, quasi un passaparola molto ben organizzato, che nega lo stato delle cose. Mistificazioni difficili da smontare senza adeguati strumenti di intercettazione. Il progetto prova ad individuare il modo di percepire e ricostituire gli scenari polemici con attenzione ai modi di trasmettere valorizzazioni di oggetti/concetti attraverso rappresentazioni e mappe atte a costruire/implementare le assiologie. Il lavoro, svolto fra addetti di un comparto industriale fulcro del cambiamento, studia la possibilità di determinare e proporre filtri e strumenti in prototipi di formazione che possano demistificare stereotipi e pregiudizi in atto e restituire un legame fra mappe e stati di fatto inerenti ai fenomeni, a partire dall’esperienza transizione.