Abstract
La presente ricerca “La prospettiva di bambini e bambine sul patrimonio nel quotidiano urbano: riflessioni per un’educazione al patrimonio future-oriented”, esplorando le comprensioni di bambini/e sul patrimonio, propone nuove chiavi di lettura per interpretare tale concetto in una prospettiva orientata al futuro, che riconosca la superdiversity come condizione costitutiva dell’infanzia. La ricerca si colloca nel dibattito sull’educazione al patrimonio intesa come processo partecipativo, centrato sulla relazione tra soggetti e patrimonio e sull’apertura di spazi dialogici di co-costruzione di conoscenza e di condivisione di narrazioni plurali. Nonostante tale orientamento, le prospettive e le esperienze dei minori risultano ancora poco ricercate, rendendo necessaria una maggiore riflessione sulla relazione che essi intrattengono con il patrimonio. L’obiettivo della ricerca è quindi esplorare la prospettiva e la comprensione di bambini/e del patrimonio presente nei propri contesti di vita quotidiana urbani. Il quadro teorico interdisciplinare, compone i Critical Heritage Studies, che osservano il patrimonio come processo sociale e culturale in continua trasformazione, con i Childhood Studies e la Children’s Geography, adottando una prospettiva relazionale sull’essere attori sociali e culturali nei contesti di vita. In tale cornice, l’attenzione è rivolta al patrimonio quotidiano e di prossimità. La ricerca, qualitativa ed esplorativa, ha coinvolto ventidue bambini/e, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, in laboratori di mappatura dello spazio urbano. In una prospettiva ricostruttiva, i dati raccolti (osservazione partecipante, mappature e discussioni di gruppo) sono stati analizzati attraverso il Metodo Documentario. In una restituzione generale, l’analisi dei dati ha mostrato come bambini/e abbiano avviato processi di co-costruzione del concetto di patrimonio e di negoziazione di quanto considerato tale, rendendone visibile la dimensione processuale e multivocale. In conclusione, la ricerca propone un riposizionamento pedagogico dove, in un dialogo intergenerazionale, bambini e bambine diventano interlocutori di diritto sul patrimonio, attraverso cui connettere passato-presente-futuro e locale-globale.