Abstract
L’avvento del Covid-19 ha rappresentato un enorme sconvolgimento per tutto il sistema scolastico e ha richiesto di attivare risposte urgenti per ristabilire il benessere dei bambini, anche al fine di prevenire il dilagare delle diseguaglianze (Save the Children, 2020). La chiusura delle scuole a partire dai primi di marzo del 2020 ha comportato, per insegnanti e studenti, sia il dover fronteggiare i problemi connessi alla riorganizzazione della didattica a distanza, sia la necessità di gestire lo stress, le emozioni di spaesamento e di lutto che l’inedita situazione comportava. Si è così deciso di comprendere, attraverso sei interviste esplorative, come docenti di diversi ordini di scuola stessero fronteggiando l’emergenza adottando le indicazioni metodologiche della Grounded Theory (Charmaz, 2006). Da una prima analisi dei dati, sono emersi bisogni di cura delle emozioni e delle relazioni, che in quei giorni di didattica a distanza sembravano interrotte. Si è così progettato e realizzato il progetto ripARTiamo! grazie alla collaborazione con un gruppo di studenti futuri insegnanti, il MultiLab della Libera Università di Bolzano, diversi enti partner delle Province di Trento e Bolzano per offrire un aiuto concreto alla scuola. Attraverso la pubblicazione di quattro tracce contenenti attività per favorire l’espressione delle emozioni attraverso differenti linguaggi espressivi sono state coinvolte 62 classi di scuola primaria e sezioni di scuola dell’infanzia nella realizzazione di un artefatto comune, per un totale di più di mille partecipanti. Con il fine di comprendere come il lavoro condotto sia riuscito a rispondere alle criticità evidenziate, si è descritto il percorso attraverso le fasi della ricerca-azione partecipativa così come definite da Lewin (1946), cercando di adottare uno sguardo sistemico che includesse, oltre alle narrazioni dei docenti, anche le voci dei bambini, dei genitori e dei promotori del progetto. Tra i materiali che sono stati raccolti e analizzati vi sono pertanto alcuni degli artefatti realizzati in maniera collaborativa dalle classi, i pensieri dei bambini sull’esperienza e le opinioni espresse da tutti i partecipanti in merito alle giornate di restituzione presso i Musei partner, eventi che hanno offerto l’occasione di rielaborare insieme i significati dell’esperienza vissuta (Blumer, 1969). Interrogandosi sul portato tras-formativo del lavoro, grazie alla conduzione di tre cicli di interviste e focus group con gli insegnanti partecipanti, è stato possibile fare luce sulle loro riflessioni sull’azione in merito all’esperienza della DAD e del progetto ripARTiamo!. Grazie all’analisi dei dati condotta sono emerse nuove consapevolezze sulla loro professionalità che vengono espresse dal desiderio sia di continuare a prendersi cura di sé attraverso momenti di riflessione, sia di innovare la scuola grazie a pratiche didattiche che stimolino la creatività come fatto durante il progetto. Più in generale tale lavoro sembra che per i partecipanti abbia rappresentato un importante sostegno sia per la resilienza individuale sia per la resistenza collettiva poiché ha permesso di risignificare l’esperienza all’interno di una narrazione collettiva di senso, che, nel presente offre loro lo stimolo per “ripartire” dall’essenza di ogni esperienza educativa: l’importanza della cura delle relazioni sia dentro sia fuori la scuola potendo così orientare l’azione educativa verso il benessere, la resilienza e la sostenibilità, in situazioni di emergenza e non solo (Dozza, 1993; Vaccarelli, 2016; Zizioli, 2021).