Abstract
In una realtà globale sempre più interconnessa e interdipendente, l’approccio trasversale dell’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) si configura come un paradigma educativo di importanza cruciale. Ancorandosi al pensiero di John Dewey (1938) rispetto alla centralità dell’esperienza in educazione, la ricerca esplora il potenziale educativo dell’esperienza del volontariato internazionale da una prospettiva critico-trasformativa (Freire, 1971; Mezirow, 1991) di ECG. L’obiettivo è quello di indagare il processo di apprendimento vissuto dai e dalle giovani partecipanti nel corso del Servizio Civile Universale (SCU) all’estero, programma promosso dallo Stato italiano nato come alternativa al servizio militare obbligatorio e che oggi consiste in un’esperienza di volontariato internazionale della durata di un anno rivolta a giovani tra i 18 e i 28 anni. La ricerca adotta la metodologia qualitativa della Grounded Theory (GT) con postura e adozione di pratiche dell’etnografia, in particolare per quanto riguarda la raccolta di dati per mezzo di lunghi lavori di campo che hanno coinvolto 39 partecipanti. I dati raccolti consistono in osservazioni partecipanti, interviste semi strutturate, elaborati scritti dei partecipanti, documenti istituzionali del Ministero e della ONG coinvolta, e vignette fenomenologiche. I dati della ricerca concettualizzano il funzionamento di potenziali processi trasformativi di apprendimento di ECG che hanno luogo nel corso dell’esperienza di SCU all’estero, mettendo in luce due possibili esiti del processo, opposti tra loro: ‘consolidare il sistema personale’ e ‘ammettere una pluralità di posizioni’. I risultati si inseriscono nel dibattito avviato da studi precedenti, i quali hanno evidenziato come le esperienze di volontariato internazionale possano sia facilitare che ostacolare il raggiungimento di esiti di apprendimento coerenti con gli obiettivi dell’ECG. Tale ricerca apporta un contributo di conoscenza in relazione a tale dibattito presentando una concettualizzazione del funzionamento dei micro-processi di apprendimento ECG che hanno luogo nell’esperienza, ed in particolare del suo elemento cardine, delineatosi come un meccanismo di natura preriflessiva e definito come ‘porosità’ al cambiamento. Il concetto di ‘porosità’ consente infatti di interpretare esiti di apprendimento di ECG diversi dell’esperienza rapportandoli al dosaggio di permeabilità al cambiamento adottato nel processo trasformativo innescato dall’incontro con l’estraneità.