Abstract
Il presente lavoro intende affrontare qualche aspetto del complesso fenomeno della deissi, centrale nel campo della pragmatica in quanto concerne direttamente la relazione fra la struttura della lingua e il contesto in cui è usata. Più precisamente, verranno esaminati usi e funzioni degli avverbi locativi qui / qua e lì / là2 in base a testi dialettali italo-romanzi antichi e contemporanei nel nord Italia. In molti casi lì e là, come pure qui e qua, possono essere usati indifferentemente. In certi contesti si trova tuttavia una sola forma, il che implica che gli avverbi in –i e quelli in –a hanno un significato in parte diverso. Sarà obiettivo centrale capire se ci sia, e se c’è, in cosa tale diversità risiede. Merita inoltre qualche considerazione la funzione sempre più frequente degli avverbi di rafforzare dimostrativi adnominali e pronominali. Mentre in alcune varietà contemporanee l’avverbio di vicinanza può accompagnare solo questo e l’avverbio di lontananza solo quello, in altre varietà non è così. Meritevole di qualche considerazione infine, l’uso di avverbi locativi con valore metaforico temporale. Interessante che gli avverbi locativi possono fissare un punto di partenza temporale non solo in avanti (verso il futuro), ma anche all’indietro (verso il passato). 2 Con qui / qua, lì / là e questo / quello si intenderanno anche le diverse varianti grafiche e paradigmatiche.