Abstract
La Meccanica Agraria, da sempre materia multidisciplinare, si caratterizza per l’individuazione di una serie di soluzioni tecniche innovative a problematiche tipiche dell’agricoltura meccanizzata e dei mezzi tecnici che concretamente la implementano. In un contesto classico fortemente caratterizzato e di appannaggio agrario, come quello dei motori che equipaggiano i mezzi agricoli, in cui l’aspetto ambientale e normativo-omologativo è però pregnante, la Meccanica Agraria ha permesso di delineare una soluzione alternativa a quelle proposte finora dai costruttori per limitare le emissioni di inquinanti nell’ambiente. Il lavoro qui presentato nasce infatti dall’intuizione di adottare un approccio completamente diverso per ridurre gli inquinanti dei motori endotermici: cambiare il combustibile utilizzato piuttosto che complicare ulteriormente l’architettura del motore, utilizzando prodotti di derivazione agricola. Negli ultimi anni, i motori diesel hanno infatti subito un’evoluzione tecnica notevole per quanto riguarda i dispositivi antinquinamento, dettata dalla necessità di adempiere le normative entrate nel frattempo in vigore. Per i trattori agricoli ciò si è tuttavia tradotto nell’introduzione di una serie di dispositivi certamente efficaci ma anche costosi; inoltre, essi necessitano anche di manutenzione e occupano abbastanza spazio sotto il cofano, già molto affollato. L’indagine sperimentale preliminare che qui si illustra era finalizzata a valutare la opportunità del cambio di alimentazione nei motori, in termini di prestazioni motoristiche e ambientali. Si è fatto uso di un motore endotermico commerciale, comunque rappresentativo dei motori diesel utilizzati in agricoltura, e di un’attrezzatura completa per testare i motori su banco (freno dinamometrico, misuratore di consumi, analizzatore di gas). Il motore è stato prima alimentato con gasolio convenzionale e successivamente con biodiesel proveniente da residui agricoli, senza alcun tipo di modifica o regolazione del motore. È stata osservata una lieve diminuzione delle prestazioni motoristiche (coppia), sostanzialmente non percepibile per l’utilizzatore, mentre il calo degli NOx nei gas di scarico è stato significativo e molto incoraggiante. Grazie all’esperienza così maturata, si sta proseguendo la sperimentazione su scala reale (test su trattori) e con nuove dimensioni sperimentali (composti binari e ternari).